I commenti di un Piccolo Eclettico lasciati qua e là sulla rete. Breve memoria collettiva di accompagnamento ad una EcletticaMente vagabonda ed al suo fratello minore.
Bé in attesa che venga prodotto un navigatore celeste con bolla di autorizzazione papale, immagino sia mantenuta la possibilità di espiazione dietro (congruo) obolo. No?
Ma non sarà che in realtà il problema più grande è che il sindacato, organizzato ancora come se ci dovesse ancora la guerra fredda, senza però più i riferimenti partitici di un tempo, ha ormai perso la corriera e non riesce più che a rappresentare se stesso (oltre che forse qualche milione di pensionati)?
La gente alla fine si sente più rappresentata dalle piccole combriccole di base. Alle quali però manca il minimo di cultura sindacale…
Ciao! L’analisi che fai è molto approfondita, e sicuramente merita molta attenzione. Mi associo però a quanto dice Andrea. Il problema non è definirsi democratici ed antifascisti. Il problema è definirsi democratici e quindi contrari ad ogni forma di anti-democrazia: che poi si chiami fascismo, comunisco, teocrazia, dittatura etc. etc., per me pari sono.
L’Italia non ha fatto i conti con la sua storia “fascista”, è vero. Ma non li vuole neanche fare (e guai anche solo a parlarne) rispetto agli errori fatti dal Partito Comunista. L’unica differenza è che il fascismo il potere lo prese, il comunismo (fortunatamente) non c’è riuscito.
In tutto questo la grande novità è che potremmo avere un paese in cui sinistra e destra potrebbero davvero confrontarsi in un terreno democratico, ed invece entrambe le aree sono avvinte da forti scosse populistiche (altro “-ismo” pericoloso). Certo ci sono i passi spesso forzatamente personali di qualcuno (leggi Fini), ma appunto spesso rischiano di essere di facciata perché non compresi dai più.
Aggiungo che ciò che manca in Italia è l’idea che serva una memoria storica condivisa. Che non sia né di destra, né di sinistra. Il fascismo, quello vero, è oramai lontano: mi preoccupano spesso di più le cattive interpretazioni di fenomeni come il terrorismo nero o le Brigate Rosee. Ma su questo, forse, vorrai fare un’altra puntata ;-)
S.
bè dai pensavo peggio! leggendo l’altra colonna del sondaggio, pare che un ateo arabo gay sarà la fine per l’America;-)
Hi! Thanks for the great plugin! It works really well!
However, I would also support the request by Stephen to add a functionality to get also the originating blog name somehow.
Maybe a solution could be to simply attach it to a meta field for each post (similarly to what is done now for the permalink) so that it can be retrieved and used in templates?
What do you think?
Thanks again!
S.
Hi! Thanks for the great plugin! I also had the problem with the date and with the limit in the query, which resulted in only 100 posts to be listed. However, I slightly modified the feed-sitemap.xml file by correcting the problem with the date (correct format being Y-m-d\TH:i:s+00:00 without the space before the + and with the : between the last zeros). As for the limit, I set the query to the last 1000 posts. A rewriting of the whole file is available directly on my site (in italian) http://tekne.ecletticamente.eu/wordpress/plugin-wordpress-mu-standard-xml-sitemap/
ma a questo punto sarà scomunicato il prete in questione? viste le recenti prese di posizioni di Benedetto… ;-)
Lettura interessante. Ciò che è vero è che siamo in un momento in cui vi è un fortissimo elemento psicologico dei mercati: quello che non viene mai sottolineato abbastanza è che in tutte le formule economiche esiste (o dovrebbe esistere) un moltiplicatore che possiamo chiamare “fiducia” o “elemento psicologico” (non è esattamente la stessa cosa lo so). E come tutti i moltiplicatori, se sono superiori ad 1 accrescono il risultato in maniera importante. Se sono compresi tra 1 e 0 riducono il loro contributo in maniera determinate, facendo diventare tutto una frazione. Se sono inferiori allo zero, entriamo nel regno negativo. Tutte le teorie dicono che questi elementi hanno effetto solo nel breve periodo. Ma, visto che nel lungo periodo saremo tutti mordi (per dirla à la keynes), occorre fermarsi e pensare ad un fatto concreto: la fiducia nasce da una interpretazione dei fatti del contesto. Fermiamoci a riflettere su cosa ha distrutto la fiducia…
Molto utile! Grazie!
Chissà non serva a qualcuno dei cretini che ne parlano senza neanche conoscerlo…