I commenti di un Piccolo Eclettico lasciati qua e là sulla rete. Breve memoria collettiva di accompagnamento ad una EcletticaMente vagabonda ed al suo fratello minore.
Grazie per la “Telecronaca”. Ormai ho smesso di guardare Santoro in TV da quando, tornato in Rai, ha iniziato il suo processo di martirizzazione.
Certo, mi pare di aver capito di aver perso una puntata di vera riscossa del giornalismo italiano più obiettivo, capace di parlare, finalmente, di problemi reali e di non fare siparietti con personaggi più o meno circensi.
Ogni tanto si dice che un popolo si merita il governo che ha. Di sicuro in Italia ci meritiamo la televisione che abbiamo.
Ho visto il film a New York quando ci son stato ad agosto. Immagino che nel doppiaggio italiano si perda la fantastica aura che da al film il fortissimo accento sudafricano “parlato”.
Adoro il fatto che l’uso della camera a mano a finito per rendere gli alieni molto più “reali” di tante superproduzioni patinate in HD. E poi sia il messaggio che c’è dietro il film, credo che sia davvero interessante. Perché del resto tutte le navi aliene dovrebbero tutto finire sugli USA?;-)
Bè, qui ci sta la grande differenza tra Cristianesimo e Cattolicesimo.
Fino alla riforma protestante, difatti, il problema non si poneva. La Chiesa Cattolica pretendeva che l’autorità civile (fosse imperiale o reale) discendesse comunque da un “controllo” del papa. E storicamente la Chiesa Cattolica ha sempre avuto un suo Stato, che per quanto oggi sia piccolo, è comunque la prova schiacciante di mix di potere temporale e potere religioso. E poi, del resto, la reazione della Chiesa Cattolica alla richiesta di uno stato Laico plurireligioso (perché in fondo l’origine di questa sta qua) si chiamò inquisizione.
Quindi effettivamente, avrei pochi dubbi anche io.
Vero è che nel Vangelo i semi per una divisione tra stato e chiesa ci sono, ma son state le Chiese Protestanti per poter sopravvivere che ne hanno fatto emergere questo concetto.
Bè, difatti segnalo che alcuni anni fa una USL in Sardegna tolse la domanda sull’orientamento sessuale, lasciando solo quella di eventuali “comportamenti a rischio”. Ovviamente la cosa uscì fuori, e il malaugurato dirigente sostenne appunto che non era l’orientamento sessuale a costituire un pericolo, ma appunto il comportamento. Che una coppia omosessuale monogama e magari sessualmente poco “attiva” aveva probabilmente maggior dovere di donare che non un playboy eterosessuale poco ligio all’uso del condom. Credo che abbia lasciato l’incarico alla fine…
e meno male che non ho il navigatore! Sennò chissà che succedeva! ;-)
Bé in attesa che venga prodotto un navigatore celeste con bolla di autorizzazione papale, immagino sia mantenuta la possibilità di espiazione dietro (congruo) obolo. No?
Ma non sarà che in realtà il problema più grande è che il sindacato, organizzato ancora come se ci dovesse ancora la guerra fredda, senza però più i riferimenti partitici di un tempo, ha ormai perso la corriera e non riesce più che a rappresentare se stesso (oltre che forse qualche milione di pensionati)?
La gente alla fine si sente più rappresentata dalle piccole combriccole di base. Alle quali però manca il minimo di cultura sindacale…
Ciao! L’analisi che fai è molto approfondita, e sicuramente merita molta attenzione. Mi associo però a quanto dice Andrea. Il problema non è definirsi democratici ed antifascisti. Il problema è definirsi democratici e quindi contrari ad ogni forma di anti-democrazia: che poi si chiami fascismo, comunisco, teocrazia, dittatura etc. etc., per me pari sono.
L’Italia non ha fatto i conti con la sua storia “fascista”, è vero. Ma non li vuole neanche fare (e guai anche solo a parlarne) rispetto agli errori fatti dal Partito Comunista. L’unica differenza è che il fascismo il potere lo prese, il comunismo (fortunatamente) non c’è riuscito.
In tutto questo la grande novità è che potremmo avere un paese in cui sinistra e destra potrebbero davvero confrontarsi in un terreno democratico, ed invece entrambe le aree sono avvinte da forti scosse populistiche (altro “-ismo” pericoloso). Certo ci sono i passi spesso forzatamente personali di qualcuno (leggi Fini), ma appunto spesso rischiano di essere di facciata perché non compresi dai più.
Aggiungo che ciò che manca in Italia è l’idea che serva una memoria storica condivisa. Che non sia né di destra, né di sinistra. Il fascismo, quello vero, è oramai lontano: mi preoccupano spesso di più le cattive interpretazioni di fenomeni come il terrorismo nero o le Brigate Rosee. Ma su questo, forse, vorrai fare un’altra puntata ;-)
S.